Entro il 2012 in tutta Italia, secondo il calendario nazionale, approvato con decreto ministeriale del 10 settembre 2008, le trasmissioni televisive avverranno esclusivamente in tecnologia digitale. Si tratta della tecnologia più innovativa esistente per la televisione che prevede una migliore qualità di immagine e suono, molti più canali e programmi visibili gratuitamente, minor inquinamento elettromagnetico e la disponibilità di alcuni innovativi servizi di pubblica utilità, riguardanti ad esempio il lavoro, i trasporti e il tempo libero.
Dopo il passaggio al digitale avvenuto in Sardegna nel 2008 e nel 2009 in Valle d'Aosta, Piemonte Occidentale, Trentino e Alto Adige, Lazio e Campania, nel 2010 la transizione alla nuova tecnologia interesserà il Piemonte Orientale, la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia e la Liguria.
La televisione analogica terrestre, forma di televisione più diffusa al mondo e ricevibile attraverso le tradizionali antenne, è sempre stata legata alla televisione gratuita, in particolare alla televisione pubblica. Nei Paesi dove la televisione pubblica ha un ruolo rilevante il passaggio dall'analogico al digitale comporta agli utenti di doversi dotare di nuovi modelli di apparecchi televisivi oppure di affiancare ai televisori già posseduti dei ricevitori esterni (decoder) per poter continuare a fruire del servizio pubblico.
Gli apparecchi televisivi, elencati nell’ allegato I B del D.lgs 151/05 nella categoria 4.2, costituiscono insieme ai monitor il Raggruppamento RAEE R3 per il quale è organizzata la raccolta presso i Centri di Raccolta iscritti al Sistema RAEE.
Per studiare l’impatto del passaggio al Digitale terrestre sulla raccolta dei rifiuti di apparecchiature televisive ecoR’it ha preso in analisi i dati della raccolta, relativi all’anno 2009, per il raggruppamento R3 dei Punti di Prelievo gestiti da ecoR’it nelle province di Torino, Roma e Napoli interessate dal passaggio alla nuova tecnologia nel medesimo arco temporale.
L’analisi ha lo scopo di individuare una possibile correlazione tra il passaggio al digitale e l’aumento della raccolta dei RAEE del raggruppamento R3 nei centri di raccolta comunali, provocato dalla sostituzione di apparecchi obsoleti non compatibili con la nuova tecnologia.
A tal fine è stato studiato un indicatore (proporzionale al dato di raccolta e alla frequenza dei ritiri) di riferimento per ogni Centro considerato ed è stato messo a confronto con il quantitativo medio mensile di rifiuti prelevati sia nel periodo precedente il passaggio sia contestualmente allo stesso.
Nella quasi totalità dei casi, è stato riscontrato un aumento della raccolta dopo il passaggio. Pertanto, nei comuni presi in analisi, probabilmente la soluzione adottata dagli utenti sia stata quella di sostituire l’apparecchiatura piuttosto che affiancare il decoder all’apparecchiatura posseduta.
Per approfondimenti sul Digitale Terrestre visita il portale del Ministero dello Sviluppo Economico